A volte ritornano (la vera storia di cappuccetto rosso)
Oggi passeggiavo per le vie della città, pensavo ai fatti miei e non guardavo nulla in particolare, quando sento qualcuno che urla il mio nome, non mi giro la maggior parte delle volte che sento urlare il mio nome per strada non è rivolto a me ma a qualcuno che si trova in quello stesso luogo e porta il mio stesso nome, insomma è quasi sempre un caso di omonimia, la tizia continua ad urlare <> e io continuo ad ignorarla. Continuo a camminare e ad un certo punto qualcuno bussa alla mia spalla e dice <>, a quel punto mi giro, e chi vedo? provate ad indovinare… Va bene ve lo dico io, davanti a me trovo la mia vecchia amica Sara, passata poi alla storia come Cappuccetto Rosso, non so se ne avete mai sentito parlare…Comunque visto che saranno almeno quindici anni che non ci vediamo mi invita a prendere un caffè e io ovviamente accetto. Ci sediamo al tavolino del primo bar che incontriamo sulla nostra strada, prendiamo i nostri due bei caffè e cominciamo a chiacchierare del più e del meno. Io non so se voi sapete che, circa quindici anni fa, Cappuccetto Rosso è stata su tutte le prime pagine dei giornali a causa di un lupo e di sua nonna, comunque sulla vicenda ci sono ancora molti dubbi, insomma se fosse successo adesso Bruno Vespa ci avrebbe fatto un centinaio di puntate di Porta a Porta. Mentre parliamo chiedo alla mia amica Sara come sono andati questi quindici anni passati e lei mi risponde <>. Rispondo di si e lei:<< Quasi tutto quello che hanno scritto sui giornali è falso. E’ Vero che quel giorno mia madre mi chiese di andare dalla nonna ma, io cercai il lupo e gli proposi di fare una gara, se lui fosse arrivato prima di me io gli avrei dato un pezzo di pane, se avessi vinto io lui mi avrebbe dovuta portare ovunque io volessi per un giorno. Il lupo prese la via più lunga e arrivò dopo di me, io ero nascosta dietro un albero, e vidi che lui entrò in casa della nonna, volevo solo fare uno scherzo alla vecchia e farle prendere un piccolo spavento, aspettai un po’ e quando sentì un urlo entrai in casa. Cominciai a chiamare la nonna e quando mi resi conto che il lupo aveva indossato i vestiti della vecchia, presi la mitragliatrice che porto sempre con me e comiciai a sparare sul lupo, ignara del fatto che dentro il lupo c’era la nonna, sparai trecento colpi tutti e trecento finirono sul lupo. Dopo trenta minuti arrivò il cacciatore guardò il corpo del lupo e poi guardò me e disse "che mira ragazza complimenti, comunque ero arrivato per aprire la pancia del lupo e salvare te e la tua nonnina e poi chiudere la pancia del lupo.Voi mi avreste ringraziato, per avervi salvato la vita, donandomi un bel po’ di soldi. Ci saremmo salutati e io e il Lupo avremmo continuato con le nostre truffe che ci, anzi che mi hanno fatto diventare miliardario, e invece te la sei cavata da sola ". Appresi così dal cacciatore che avevo ucciso anche quella vecchia di mia nonna e mi dispiacque molto. La polizia fornì la versione ufficiale che tutti voi conoscete giusto per non farmi subire altri traumi.>> Cappuccetto mi guarda con gli occhi pieni di lacrime ma io sono un po’ stranita dall’uso di alcuni termini e scioccata dalla storia del cacciatore, comunque decido di abbracciarla, poi la guardo e le dico <>. Sara, detta cappuccetto rosso, mi guarda sbuffa e dice << Mah, niente, appena è morta la nonna io ho ereditato tutto quindi ho lasciato la mia famiglia d’origine povera e pazza e vivo alle Hawaii e mi godo la vita, devi venire uno di questi giorni si fa proprio una bella vita.>> La guardo un po’ perplessa e lei mi dice: <>. Continuo a guardarla e con voce ferma, per nascondere il mio stupore, le dico <>. Con una scusa mi alzo e torno a casa.



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