A volte ritornano (la vera storia di cappuccetto rosso)

10 Settembre 2008 Nessun commento

Oggi passeggiavo per le vie della città, pensavo ai fatti miei e non guardavo nulla in particolare, quando sento qualcuno che urla il mio nome, non mi giro la maggior parte delle volte che sento urlare il mio nome per strada non è rivolto a me ma a qualcuno che si trova in quello stesso luogo e porta il mio stesso nome, insomma è quasi sempre un caso di omonimia, la tizia continua ad urlare <> e io continuo ad ignorarla. Continuo a camminare e ad un certo punto qualcuno bussa alla mia spalla e dice <>, a quel punto mi giro, e chi vedo? provate ad indovinare… Va bene ve lo dico io, davanti a me trovo la mia vecchia amica Sara, passata poi alla storia come Cappuccetto Rosso, non so se ne avete mai sentito parlare…Comunque visto che saranno almeno quindici anni che non ci vediamo mi invita a prendere un caffè e io ovviamente accetto. Ci sediamo al tavolino del primo bar che incontriamo sulla nostra strada, prendiamo i nostri due bei caffè e cominciamo a chiacchierare del più e del meno. Io non so se voi sapete che, circa quindici anni fa, Cappuccetto Rosso è stata su tutte le prime pagine dei giornali a causa di un lupo e di sua nonna, comunque sulla vicenda ci sono ancora molti dubbi, insomma se fosse successo adesso Bruno Vespa ci avrebbe fatto un centinaio di puntate di Porta a Porta. Mentre parliamo chiedo alla mia amica Sara come sono andati questi quindici anni passati e lei mi risponde <>. Rispondo di si e lei:<< Quasi tutto quello che hanno scritto sui giornali è falso. E’ Vero che quel giorno mia madre mi chiese di andare dalla nonna ma, io cercai il lupo e gli proposi di fare una gara, se lui fosse arrivato prima di me io gli avrei dato un pezzo di pane, se avessi vinto io lui mi avrebbe dovuta portare ovunque io volessi per un giorno. Il lupo prese la via più lunga e arrivò dopo di me, io ero nascosta dietro un albero, e vidi che lui entrò in casa della nonna, volevo solo fare uno scherzo alla vecchia e farle prendere un piccolo spavento, aspettai un po’ e quando sentì un urlo entrai in casa. Cominciai a chiamare la nonna e quando mi resi conto che il lupo aveva indossato i vestiti della vecchia, presi la mitragliatrice che porto sempre con me e comiciai a sparare sul lupo, ignara del fatto che dentro il lupo c’era la nonna, sparai trecento colpi tutti e trecento finirono sul lupo. Dopo trenta minuti arrivò il cacciatore guardò il corpo del lupo e poi guardò me e disse "che mira ragazza complimenti, comunque ero arrivato per aprire la pancia del lupo e salvare te e la tua nonnina e poi chiudere la pancia del lupo.Voi mi avreste ringraziato, per avervi salvato la vita, donandomi un bel po’ di soldi. Ci saremmo salutati e io e il Lupo avremmo continuato con le nostre truffe che ci, anzi che mi hanno fatto diventare miliardario, e invece te la sei cavata da sola ". Appresi così dal cacciatore che avevo ucciso anche quella vecchia di mia nonna  e mi dispiacque molto. La polizia fornì la versione ufficiale che tutti voi conoscete giusto per non farmi subire altri traumi.>> Cappuccetto mi guarda con gli occhi pieni di lacrime ma io sono un po’ stranita dall’uso di alcuni termini e scioccata dalla storia del cacciatore, comunque decido di abbracciarla, poi la guardo e le dico <>. Sara, detta cappuccetto rosso, mi guarda sbuffa e dice << Mah, niente, appena è morta la nonna io ho ereditato tutto quindi ho lasciato la mia famiglia d’origine povera e pazza e vivo alle Hawaii e mi godo la vita, devi venire uno di questi giorni si fa proprio una bella vita.>> La guardo un po’ perplessa e lei mi dice:    <>. Continuo a guardarla e con voce ferma, per nascondere il mio stupore, le dico <>. Con una scusa mi alzo e torno a casa.

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Scorci di vita

16 Maggio 2008 Nessun commento

Sola nella sua stanza guardò fuori dalla finestra e vide il cielo tingersi di rosso e poi piano piano vide scendere la notte. Era sola quella notte ma, era una solitudine tranquilla, diceva sempre di stare bene anche da sola e effettivamente era così…Quando ti ritovi a guardare fuori dalla finestra per ore è impossibile sfuggire a un bilancio della tua vita, ma quella sera non ne aveva voglia voleva solo osservare la strada e le persone, quelle persone che forse incontri mille volte nella tua vita ma non sai proprio chi siano e cosa facciano, aveva voglia di osservarle perchè anche loro erano persone con un loro mondo dentro se stessi, con amicizie, problemi, felicità, tristezza, segreti e sogni, certezze e paure, semplicemente persone come lei. Pensava che si capisce molto di più delle persone osservandole mentre fanno le piccole cose a cui nessuno fa caso, piuttosto che conoscerle e cominciare a parlare con loro, diceva sempre "mentre pensi che nessuno ti osservi non hai bisognio di far finta di essere forte, la maggior parte della gente piange quando è sola e spesso ripensando a qualcosa si ritrova a ridere e a non essere così tanto seria come pensa di essere". Continuando ad osservare vide due persone che litigavano, un papà con il figlio che dormiva in braccio e la madre che spingeva la carrozzella con un altro bambino all’interno "Chissà chi saranno quando diventeranno grandi, chissà se saranno dei cattivi o diventeranno dei santi, forse non saranno nulla", poi macchine che passavano nella notte chi con musica a tutto volume, chi correndo dando l’impressione di non avere più tempo, chi, invece, andava piano prendendosi tutto il tempo di cui aveva bisogno. Uscì fuori in balcone ad osservare, con il freddo pungente che la teneva sveglia e le ricordava di essere viva, e una sigaretta per riscaldarsi…Continuando ad osservare vide una ragazzo scendere da una macchina ma invece di salire a casa si sedette sui gradini ad osservare il cielo o forse pensava anche lui, poi gli sentì urlare con forza "PERCHE’", chissà cosa gli era successo…Spostò lo sguardo un po’ più a sinistra e vide due amici dentro una macchina che parlavano, dopo circa quindici minuti arrivarono altri due ragazzi in motore e i quattro amici cominciarono a fare colazione in macchina davanti al portone, istintivamente sorrise e subito dopo si sentì sola per la prima volta dopo molto tempo. Guardando quella scena le era venuta voglia di chiamare qualcuno, ma si accorse che nessuno sarebbe mai arrivato, avevano tutti altro da fare, pur essendo stata sua la scelta di non uscire quella sera, "sono le 5:39 del mattino e le persone di solito dormono o stanno tornando a casa" disse fra se e se. Ma ormai aveva innescato un processo dal quale non si esce tanto facilmente cominciò a fare un bilancio della sua vita e si rese conto che paragonata a quella altrui non era poi così tanto male ma purtroppo lei voleva di più ma cosa voleva ancora non lo sapeva o forse aveva paura di ammetterlo…  

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Aspettando

24 Aprile 2008 1 commento

Aspetto, aspetta, aspettiamo, aspettano, aspè, cinque minuti, tra un po’, facciamo domani?, non vedo l’ora che. Si passa la vita ad aspettare, ma ci sono vari modi di aspettare, a volte si aspetta qualcosa di concreto altre, invece, si aspetta soltato che il tempo passi e trovi una soluzione, altre volte si cerca di scappare da ciò che si aspetta.
Così mentre prima si aspettava il natale con trepidazione, sperando che durasse il più possibile, Adesso aspettando il natale, aspettiamo che passi in fretta. Mentre prima si aspettava il giorno del compleanno per diventare grandi, adesso, che aspettando, sei diventato legalmente grande, non aspetti più quell’anno in più. Aspettando persone che ritarderanno o che, forse, non arriveranno. aspettando il primo giorno di scuola della nostra vita e l’ultimo, il diploma, la laurea… aspettando la persona giusta aspettiamo il matrimonio e dopo…aspettiamo un figlio! (?) aspettare in segreteria, aspettare alla posta, aspettare in banca, aspettando alla cassa aspettiamo per cucinare, aspettando la prossima canzone aspettiamo che finisca il disco, aspettando il viaggio, aspettiamo in viaggio, che il viaggio finisca (a volte). Aspettavo giugno perchè cominciavano le vacanze, adesso aspetto giugno perché cominciano gli esami.
Aspettando il momento propizio, programmando il giorno giusto, aspettiamo una telefonata, una lettera, un’ e-mail che, quasi sicuramente non arriverà. "Aspetto per parlare con… adesso non va, devo aspettare di calmarmi aspettando e cercando le parole giuste", "Ti aspetto" "Non aspettarmi, aspettando altro, non ce la faccio ad arrivare, facciamo domani?", "non me l’aspettavo!". "Abbiamo fatto quello che c’era da fare adesso non ci resta che aspettare, che vada bene". Aspettando, domenica, aspettiamo lunedì, martedì, mercoledì, giovedì, venderdì, sabato, domenica di nuovo.
Aspettando l’inaspettato, che con un colpo di scena rimetta a posto le cose. Così, io aspettando che qualcuno legga e forse commenti aspetto la cena e poi? Aspetto.Aspetto, aspetta, aspettiamo, aspettano, aspè, cinque minuti, tra un po’, facciamo domani?, non vedo l’ora che.
Si passa la vita ad aspettare, ma ci sono vari modi di aspettare, a volte si aspetta qualcosa di concreto altre, invece, si aspetta soltato che il tempo passi e trovi una soluzione, altre volte si cerca di scappare da ciò che si aspetta.
Così mentre prima si aspettava il natale con trepidazione, sperando che durasse il più possibile,
Adesso aspettando il natale, aspettiamo che passi in fretta.
Mentre prima si aspettava il giorno del compleanno per diventare grandi,
adesso, che aspettando, sei diventato legalmente grande, non aspetti più quell’anno in più.
Aspettando persone che ritarderanno o che, forse, non arriveranno.
aspettando il primo giorno di scuola della nostra vita e l’ultimo, il diploma, la laurea…
aspettando la persona giusta aspettiamo il matrimonio e dopo…aspettiamo un figlio! (?)
aspettare in segreteria, aspettare alla posta, aspettare in banca,
aspettando alla cassa aspettiamo per cucinare,
aspettando la prossima canzone aspettiamo che finisca il disco,
aspettando il viaggio, aspettiamo in viaggio, che il viaggio finisca (a volte).
Aspettavo giugno perchè cominciavano le vacanze, adesso aspetto giugno perché cominciano gli esami.
Aspettando il momento propizio, programmando il giorno giusto, aspettiamo una telefonata, una lettera, un’ e-mail che, quasi sicuramente non arriverà.
"Aspetto per parlare con… adesso non va, devo aspettare di calmarmi aspettando e cercando le parole giuste",
"Ti aspetto" "Non aspettarmi, aspettando altro, non ce la faccio ad arrivare, facciamo domani?", "non me l’aspettavo!".
"Abbiamo fatto quello che c’era da fare adesso non ci resta che aspettare, che vada bene".
Aspettando, domenica, aspettiamo lunedì, martedì, mercoledì, giovedì, venderdì, sabato, domenica di nuovo.
Aspettando l’inaspettato, che con un colpo di scena rimetta a posto le cose.
Così, io aspettando che qualcuno legga e forse commenti aspetto la cena e poi? Aspetto.

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A me

10 Marzo 2008 1 commento

ho deciso di dedicarmi un intervento è successo che mi sia stato dedicato un intervento non preoccupatevi e non mi dite <<ma guarda che io ti ho dedicato un intervento>> insomma sono abbastanza pazza da poterlo fare e poi nessuno vi costringe a leggere….Chiara Di Lorenzo cosa dedica a Chiara Di Lorenzo? (mio dio Marzullo è entrato nei meandri più profondi della mia mente…liberatemiiiiiiiiiiiiiiiiii).

A me Che mi capisco sempre,
A me che so sempre come sto,
A me che trovo sempre il tempo di stare con me e non abbandonarmi mai,
A me che se domani rinascessi vorrei rinascere così
ok magari con cinque centimetri di gambe in più
A me che amo la mia famiglia, la mia città con le sue mille contraddizioni,
a me che questo semestre non ho passato esami…ma almeno so coniugare i verbi e la mia cultura non è esclusivamente accademica, a me che se non so una cosa non dico <<eh mah non è mai stato nel mio piano di studi>> ma <<Non lo so, spiegamelo>>…OK tranne nel caso in cui non si tratti di Risiko o la consegna dei film da 24 Self…
A me che con la macchina nuova mi sento nuovamente (scusate il gioco di parole) una neopatentata,
a me che "porca miseria posso metterci il doppio o il triplo del tempo ma te lo giuro prima o poi ci riesco"
A me che se ti prometto che quella cosa sarà fatta vado a dormire alle 4:30 e mi sveglio alle 6:00 ma la consegna sarà rispettata…
A me che <<Oh non importa se devo studiare in questo momento sei più importante tu>>
A me che <<Cosa?! Come è successo?…lascia stare mollo tutto e arrivo!>> e magari significa attraversare tutta la città (e non è una cosa semplice considerando traffico e Km)…
A me che ogni esame dato corrisponde ad una giornata a mare (giugno, luglio e settembre bagno compreso…gennaio e febbraio no…esperienza fatta una volta ma da non ripetere…se la giornata è calda l’acqua è congelata)…
A me che ho imparato che è meglio rispondere perchè no? piuttosto che perchè si…
A me che ti devi preoccupare non quando urlo verso di te ma quando ti ignoro e non cerco il confronto…
A me che se mi chiedi un consiglio ti rispondo bisogna vivere senza rimpianti…
A me che ricordo di dire per favore, grazie e scusa…
A me che non mi prendo troppo sul serio…(basta vedere qualche mia fotografia e ne avrete le prove)
A me che cerco qualcosa da condividere con te…
A me che prendo la vita con più montana, la vivo come sector (no limts), e faccio come la rai (di tutto di più ma a volte anche stream…ma adesso c’è solo sky)
A me che sono la coop (perchè la signora delle pubblicità dice la coop sei tu…quindi, forse, anche tu che stai leggendo)
A me che mi piacciono i vizi e le virtù che ho anche se i vizi sono più divertenti
A me che sono me stessa,me medesima, io, la sottoscritta, figlia dei miei genitori, sorella di Claudia e Dario, nipote dei miei nonni meno uno (chi vuol capir capisca) dei miei zii ok la lista diventa troppo lunga basta…
A me che mi piaccio così, che sono fiera di me stessa (pur non essendoci un motivo particolare per esserlo momentaneamente) che mi voglio bene e lo prometto non mi rinfaccerò mai più niente, che vivrò il presente, guardando al futuro senza dimenticare il passato…
A me che questo intervento doveva essere sul cretino andante e invece è venuto anche un po’ serio…
A me che forse questo intervento può sembrare egocentrico…sicuramente un po’ lo è
Ma credo che ogni tanto dovremmo ringraziarci e io mi ringrazio
Il capo universale dell’universo immenso
Chiara Di Lorenzo

Io non vi voto

6 Marzo 2008 5 commenti

Vista la crescente sfiducia nella politica italiana, data anche dal fatto che nascono nuovi partiti ma le persone non cambiano…Avendo preso atto del fatto che molti di noi non sanno chi votare…perché votando questi qui la situazione del paese non cambia il 13-14 Aprile 2008 votiamo scheda nulla…Esercitiamo il nostro diritto al voto e scriviamo nella scheda elettorale IO NON VI VOTO se ci uniamo e diventiamo in tanti non potranno mai ignorarci e dovranno darci un’alternativa vera
PASSATE PAROLA

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Carlo e Carla

29 Dicembre 2007 1 commento

<<Perchè oggi, perchè non domani, tanto che cambia? oggi no oggi non ho proprio voglia di litigare, ne di farmi sfuggire la grandezza di tutto, per un volgare e futile litigio, oggi ho solo voglia di vivere, come piace a me, tranquillamente o freneticamente, ma comunque vada, voglio arrivare alla fine della giornata, distendermi sul letto e dire: che bella giornata! Addormentarmi con il sorriso tra le labbra così, un po’ come una deficente>> Disse Carla a Carlo quella mattina. <<Ma che vuoi dire, non capisci cosa ti sto dicendo? Ma soprattuto che vuoi dire?>> Disse Carlo a Carla con un tono tra lo stupito, per non aver risposto alla provocazione, e l’arrabbiato per non aver dato peso alla provocazione. Per gli astologi e quelli che credono nell’influenza dei nomi, loro erano veramente un caso strano poiché pur avendo lo stesso nome ed essendo nati lo stesso giorno, caratterialmente erano agli antipodi, beh e se l’astrologia fosse una scienza riconosciuta a livello mondiale adesso si troverebbero in qualche famossissimo centro di studi su l’influenza degli astri sulla personalità, ma per fortuna o sfortuna loro (dipende dai punti di vista) non è così.
Lei lo guardò e gli disse:<< Se vuoi venire con me bene altrimenti ci vediamo domani, così, senza rancore>>, lui la guardò e un sorriso gli sfuggi…avrebbe voluto trattenerlo, fare l’offeso, così per cinque minuti ma come sempre, o quasi, non ci riuscì e allora dovette dirle immediatamente di si.
Preserò il caffè e salirono in macchina, così, senza alcuna meta, andavano ovunque gli andasse di andare, con lo stereo attaccato, cantando le loro canzoni a squarciagola, parlando su altre canzoni e commentandone altre…
Risero tantissimo quel giorno, quasi fino allo sfinimento, si alternarono alla guida, pranzarono e cenarono fuori, in dei posti fuori città e dopo cena ci scappò una birra in riva al mare…e alla fine alle 4 del mattino finalmente litigarono, volarono parole grosse…erano sotto casa di Carlo quando litigarono come non avevano mai fatto, Carla lo buttò fuori dalla macchina, Carlo sbattè la portiera della macchina, Carla  mise in moto la macchina e se ne andò. Il tempo di fare il giro del quartiere e Carla tornò e Carlo era ancora per strada ad aspettarla…Per loro era il finale di un film visto mille volte, ma ogni volta entrambi avevano paura di non rivedere l’altro…Si guardarono e scoppiarono a ridere, riempirono la città che dormiva con le loro risa. Decisero di andare a prendere un cornetto vista l’ora…poi si salutarono nuovamente.
Andarono a dormire con la certezza che difficilmente avrebbero dimenticato quella giornata…non era successo niente di eclatante, ma avevano la certezza di aver vissuto quella giornata. Non solo si andarono a coricare con il sorriso sulle labbra ma ancora oggi se chiedete a entrambi di quel venti Ottobre, li vedrete sorridere spontaneamente e vedrete il loro sguardo addolcirsi.
Chiara Di Lorenzo

Grandi menti in pericolo

23 Novembre 2007 Nessun commento

Aspiranti artisti, filosofi, scrittori, musicisti, cantanti e catautori, semplicemente persone, gente!
Gente, voi che continuate a farvi pippe mentali sul perché e il percome (percome? esiste?) della vita, voi che vi struggete per esprimervi, per cercare di spiegare alle altre persone la vita o meglio il vostro punto di vista riguardo alla vita, voi che passate ore a cercare di esprimervi nel modo migliore. Saggi ed intellettuali che cercate di insinuare il dubbio nelle menti altrui, voi tutti che cercate di indurre le persone a riflettere su cose alle quali prima non pensavano. SMETTETELA! BASTA! Mi dispiace darvi questa triste notizia ma o vi buttate in pubblicità o per voi è finita. Si perché se un tempo per vendere il tonno in scatola ti dicevano:"il tonno che si taglia con un grissino" e il danno maggiore che potevi fare era quelllo di rompere tutti i grissini che avevi a casa nel vano tentativo di tagliare quel maledetto tonno, scatenando l’ira dei genitori, o per farti telefonare di più ti dicevano: "una telefonata ti allunga la vita" e tu condizionato dalle pubblicità chiamavi in continuazione facendo arrivare bollette enormi a casa e il massimo della pena era un ceffone e la spiegazione che la pubblicità era una cretinata, e tu anche se non eri tanto convinto, accettavi per cercare di rimanere con tutti gli arti sani (visto anche il precedente del tonno e dei grissini). Quando arrivava papà con il salva telecomando, mettendo questa fantastica custodia in gomma, che prometteva di fare rimbalzare il telecomando, nel suddetto telecomando, non potevi resistere all’impulso di provare a fare rimbalzare l’oggetto da altezza via via maggiori fino a quando il telecomando non si distruggeva per sempre…e a quel punto scappavi a casa dei nonni perchè avevi paura che i tuoi potesserero commettere un infanticidio. E’ vero qualche problema le pubblicità lo creavano ma non uscivano dalle loro competenze, ovvero vendere il prodotto! Non rubare il mestiere a voi grandi menti italiche (e non)!
Adesso mentre cerchi di seguire un film o un programma TV, la pubblicità arriva e per venderti una macchina la frase finale che mettono (quella che resta più impressa) è: "sei ancora capace di perderti?" (e già qui scatta la prima riflessione), arriva la seconda pubblicità e ti dicono: "Se gli umani si guardassero da ogni tipo di saggezza, la vecchiaia neanche esisterebbe" (Mizzica). Spot della birra: "La vita è quello che scegli" o "live or exist you have the key" (vivi o esisti tu hai la chiave) e io qui penso: è vero, perchè non mi hanno avvertita prima?. Pubblicità del telefono: "Life is now" (la vita è adesso, ma forse a questo ci aveva già pensato Baglioni). In pochi minuti i pubblicitari hanno scardinato le mie certezze e io posso decidere di mandare tutti a quel paese e stravolgere la mia vita, in alternativa posso decidere di andare da uno psicoanalista per 12 anni perché sono entrata in depressione.
In conclusione visto che questi ormai fanno il vostro mestiere o vi affrettatea trovare un posto di lavoro in pubblicità, oppure tra qualche anno, o forse prima , vi vedremo su Italia 1 come ospiti del programma "invisibili" (insomma vi trovate in mezzo ad una strada). Oh io vi ho avvertito e come dice mio nonno "uomo avvisato mezzo salvato"

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la persona che ci cambiò

13 Novembre 2007 Nessun commento

Arrivò nelle nostre vite così dal nulla,senza alcuna pretesa, il nostro incontro con lui fu una coincidenza. Piano piano ci sconvolse la vita, il modo di pensarla cambiò, il mondo di parlarne, semplicemente cambiò il nostro modo di vivere…Era incasinato sempre in ogni momento della giornata, da ciò che raccontava sembrava quasi che non dormisse, eppure quando era con te c’era, non pensava ad altro, non guardava l’orologio, Non rispondeva quasi mai al cellulare  ti guardava e parlava con te, ti ascoltava, sempre. Parlare cinque minuti con lui era semplicemente bello, e poi, erano cinque minuti pieni, ma non erano discorsi sempre seri, anzi spesso si rideva così tanto da rimanere senza fiato. I suoi occhi felici,o forse, semplicemente sereni erano la parte del suo corpo che lo caratterizzavano maggiormente. Era un capo, non perchè lui si fosse imposto come tale, era il nostro capo con l’accezione migliore che questa parola possa avere, era una certezza, era la persona da chiamre quando avevi bisogno di un consiglio, quando volevi divertirti, quando avevi bisogno di qualcuno che ascoltasse i tuoi disperati pensieri, lui a volte ti diceva:<> altre volte invece ti urlava contro per cercare di riportarti alla realtà e quasi sempre ci riusciva.Era come un fratello maggiore pur avendo un anno in meno rispetto a noi, come un fratello maggiore o un capo, sembrava non avere mai un dubbio. Il lavoro lo portò lontano da noi e noi perdemmo la nostra unica certezza o almeno così ci sembrò in un primo momento, poi ci rendemmo conto che noi eravamo ancora uniti. Oggi a distanza di anni quando ritorna qua trova ancora il suo posto, così più o meno come era un tempo.

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dodici consigli per le conversazioni

16 Ottobre 2007 2 commenti

Accade a tutti noi di confrontarci con discorsi un po’ più seri del "non esistono più le mezze stagioni" nonostante queste conversazioni siano più interessanti, spesso necessitano di un vocabolario un po’ più ampio del normale, e di conoscenze che vadano oltre "uomini e donne" (programma televisivo di maria de filippi) ed io oggi vorrei darvi dei consigli su come affrontare questi discorsi:   1 La divina commedia l’ha scritta Dante Alighieri e non Walt Disney
2 Una pentola del 300 vale molto di pìù di una batteria da cucina in acciaio inox Modial Casa (spiegare il perché è complicato ma fidatevi)   3 Quando sentite una parola nuova e strana assicuratevi, prima di usarla, del suo significato, giusto per non trovarvi a dire una frase tipo: <> (lo so che stai pensando di usare la parola autoctono ma non farlo prendi un vocabolario o cerca su internet insomma fa qualcosa…la frase precendente non ha senso giuro!)   4 Nonostante tu sappia il significato della parola assicurati di come si pronuncia c’é differenza tra àncora e ancòra. Se dite ad una persona:<> questa vi scoppia a ridere in faccia ve lo assicuro.
5 Se il vostro interlocutore sta parlando di qualcosa che non capite, e non volete mettere a nudo la vostra     ignoranza, guardatelo fisso negli occhi e fate di si con la testa, intercalato da qualche "sicuramente", "certo", evitate i "mah, può essere" potrebbero chiedervi spiegazioni che non sareste in grado di dare, comunque alla fine del discorso, dopo che avete mostrato interesse per il discorso e vi siete mostrati d’accordo con le opinioni dell’interlocutore questo vi chiederà: <> essendovi, precendentemente, mostrati favorevole alle opinioni dell’altro potrete rispondere con un chiaro e semplice:<> e cambiate immediatamente discorso per non incappare in figure di cacca.   6 Prima di usare parole straniere assicurarsi del loro significato e del fatto che siano realmente inglesi se sono Latine, greche, francesi tedesche ecc. e l’altro conosce la loro origine farete una pessima figura!
7 So che la notizia potrebbe sconvolgere qualcuno ma Socrate e Sofocle sono due persone DIVERSE! Socrate è un filosofo, Sofocle è un drammaturgo o scrittore di tragedie se preferite…Nonostante io abbia usato il presente sono morti entrambi un po’ di tempo fa
8 Il coseno NON è una parte anatomica femminile
9 Meglio dire <> piuttosto che dire:<>…Magari il vistro interlocutore è un appassionato e vi racconterà tutta la storia e, strano ma vero, sarà anche felice di farlo
10 La frase di Cartesio è "cogito ergo sum" e non "Tacito ergo sum"   11 Usate parole semplici che conoscete, parlate di argomenti che conoscete, a volte ammettere la propria ignoranza è la cosa migliore da fare, sfruttate la vostra competenza e l’ignoranza altrui per risollevare la vostra situazione.
12 Mi raccomando state maggiormente attenti nel caso in cui "l’altro" sia una persona che volete conquistare, basta sbagliare una volta e probabilmente l’avrete perso/a per sempre

Chiara Di Lorenzo

Parole al vento

12 Ottobre 2007 1 commento

Parole al vento, atti non capiti,
pensieri detti, lettere lette e risposte scritte, grida d’aiuto e
ricerche di consigli,
realizzazione di sogni altrui,
e ancora parole al vento,
riproveri,
chiacchierate,
incomprensione,
tentare di tenere in vita qualcosa che agonizza da tempo, cose forse realizzate,
progetti svaniti.
Procurare infelicità e forse non rendersene conto,
procurare felicità e rendersene conto, e viceversa.
Qualcuno è felice,
Qualcuno ha voglia di piangere,
                                          Altri ne l’uno ne l’altro
                                                                                                                                                                                                        Chiara Di Lorenzo

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